Se è vero come lo è che il nuovo PD si è impegnato a ridefinire l'impianto politico culturale riformista, e che ciò va fatto sicuramente nel quadro della laicità dello Stato. E' altrettanto vero che i cattolici democratici e riformisti non devono aver paura di riesaminare con senso critico la legge 194, alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche e giuridiche, assicurando che se sarà il caso sono pronti a introdurre le modifiche necessarie.
Dopo trent'anni dall'applicazione della legge 194, è forse giunta l'ora di agire. La 194 fù approvata dopo un lungo e tormentato iter, con una maggioranza esigua, in piena epoca del terrorismo. La legge che intendeva far emergere l'aborto, in pratica poi l'ha legalizzato, provocando nella realtà in molti casi anche una mentalità di progressivo svilimento della vita umana.
Siamo sicuramente tutti d'accordo che la legge 194 nella parte sulla prevenzione non è stata applicata se non in minima parte. I consultori vanno certamente riformati perchè essi a volte più che aiutare la vita, servono a certificare solo l'aborto.
L'aborto oggi più che mai è un fatto di rilevanza pubblica e politica. E' giusto dire con chiarezza che l'aborto è soltanto l'extrema ratio e non una scorciatoia per limitare le nascite.
La vita va sostenuta e incoraggiata, con atti concreti, come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI all'udienza del Movimento per la vita :" La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di maternità, l'impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l'esigenza dell'amore fecondo."
Sempre sullo stesso tema il Presidente Napolitano alcuni mesi fà, ha sottolineato con una lettera ai Presidenti di Camera e Senato, come sia opportuno che il parlamento affronti al più presto i temi delle politiche familiari.
Questa iniziativa è importante perchè arriva in un momento di grave crisi economica e di valori non solo nel nostro paese ma a livello europeo : la famiglia sta sparendo nelle attenzioni dei Governi. Intendiamoci la famiglia va intesa come società naturale fondata sul matrimonio che è scolpita nella costituzione laica e repubblicana del nostro Paese.
E’ oggi opportuno sostenere un sistema fiscale che aiuti le famiglie, soprattutto quelle numerose, sostenendo sia i genitori che i figli. Bisogna altresì collegare le politiche familiari all’idea del contrasto alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione.
Insomma se i cattolici democratici e riformisti hanno l’ambizione di difendere i più deboli, non possono ignorare che essi sempre hanno trovato un riparo e un rifugio all’interno delle famiglie. Oggi la politica familiare è diventata un emergenza da affrontare con scelte più larghe e con il consenso ampio delle forze politiche.
Dobbiamo battere l’idea che i figli non siano più un bene per il paese, spiegando ai giovani che occorre senso di responsabilità e coraggio nell’affrontare il matrimonio e nel fare dei figli, altrimenti gli Italiani rischiano di sparire nell’arco di due generazioni. Non si può ignorare che già oggi in alcune città del Nord , nascono più figli di extracomunitari che di Italiani.
Concludo dicendo che è necessario oggi più che ieri il contributo del riformismo cattolico nella vita politica, e, non si può che apprezzare lo straordinario impulso che una motivazione religiosa può dare all’impegno politico e alla vita pubblica, rispettando naturalmente la disciplina dei rapporti tra stato e chiesa prevista dalla Costituzione.
di Franco Manzo ( Coordinatore dell’Associazione “Lavori in corso” )
Dopo trent'anni dall'applicazione della legge 194, è forse giunta l'ora di agire. La 194 fù approvata dopo un lungo e tormentato iter, con una maggioranza esigua, in piena epoca del terrorismo. La legge che intendeva far emergere l'aborto, in pratica poi l'ha legalizzato, provocando nella realtà in molti casi anche una mentalità di progressivo svilimento della vita umana.
Siamo sicuramente tutti d'accordo che la legge 194 nella parte sulla prevenzione non è stata applicata se non in minima parte. I consultori vanno certamente riformati perchè essi a volte più che aiutare la vita, servono a certificare solo l'aborto.
L'aborto oggi più che mai è un fatto di rilevanza pubblica e politica. E' giusto dire con chiarezza che l'aborto è soltanto l'extrema ratio e non una scorciatoia per limitare le nascite.
La vita va sostenuta e incoraggiata, con atti concreti, come ci ha ricordato Papa Benedetto XVI all'udienza del Movimento per la vita :" La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di maternità, l'impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l'esigenza dell'amore fecondo."
Sempre sullo stesso tema il Presidente Napolitano alcuni mesi fà, ha sottolineato con una lettera ai Presidenti di Camera e Senato, come sia opportuno che il parlamento affronti al più presto i temi delle politiche familiari.
Questa iniziativa è importante perchè arriva in un momento di grave crisi economica e di valori non solo nel nostro paese ma a livello europeo : la famiglia sta sparendo nelle attenzioni dei Governi. Intendiamoci la famiglia va intesa come società naturale fondata sul matrimonio che è scolpita nella costituzione laica e repubblicana del nostro Paese.
E’ oggi opportuno sostenere un sistema fiscale che aiuti le famiglie, soprattutto quelle numerose, sostenendo sia i genitori che i figli. Bisogna altresì collegare le politiche familiari all’idea del contrasto alla denatalità e all’invecchiamento della popolazione.
Insomma se i cattolici democratici e riformisti hanno l’ambizione di difendere i più deboli, non possono ignorare che essi sempre hanno trovato un riparo e un rifugio all’interno delle famiglie. Oggi la politica familiare è diventata un emergenza da affrontare con scelte più larghe e con il consenso ampio delle forze politiche.
Dobbiamo battere l’idea che i figli non siano più un bene per il paese, spiegando ai giovani che occorre senso di responsabilità e coraggio nell’affrontare il matrimonio e nel fare dei figli, altrimenti gli Italiani rischiano di sparire nell’arco di due generazioni. Non si può ignorare che già oggi in alcune città del Nord , nascono più figli di extracomunitari che di Italiani.
Concludo dicendo che è necessario oggi più che ieri il contributo del riformismo cattolico nella vita politica, e, non si può che apprezzare lo straordinario impulso che una motivazione religiosa può dare all’impegno politico e alla vita pubblica, rispettando naturalmente la disciplina dei rapporti tra stato e chiesa prevista dalla Costituzione.
di Franco Manzo ( Coordinatore dell’Associazione “Lavori in corso” )
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